Prima il ciclo, poi il prodotto
La tesoreria parte da un conto semplice: quanto entra, quando entra, quanto esce, quando esce. Il ciclo operativo è questo: il tempo tra il pagamento al fornitore e l'incasso dal cliente. Stagionalità, tempo medio di incasso, stipendi, tributi, rate di finanziamento. Solo dopo aver disegnato questo calendario ha senso parlare di dove investire. Chi sceglie il prodotto prima di conoscere il proprio ciclo decide alla cieca.
Ogni real con una data: la liquidità abbinata ai pagamenti
Abbinare la liquidità significa dividere la cassa in livelli e dare a ciascuno una scadenza di rimborso compatibile con la data in cui quel denaro verrà usato. Il livello della quotidianità deve essere disponibile lo stesso giorno o il giorno dopo (il mercato lo chiama D+0 e D+1) e non può oscillare. Il livello degli impegni noti (l'imposta del trimestre, la tredicesima, un lavoro edile) può andare in un titolo con scadenza alla data giusta. L'eccedenza strutturale, quella senza un uso previsto, è l'unica che accetta una scadenza più lunga. Gli investimenti di brevissimo termine hanno dettagli che mordono: nel reddito fisso c'è l'IOF regressivo (l'imposta brasiliana sulle operazioni finanziarie) sul rendimento nei primi 30 giorni, e l'IR (imposta sul reddito) segue una tabella regressiva per durata (22,5% fino a 180 giorni, scendendo fino al 15% oltre 720 giorni). Smobilizzare troppo presto non significa solo perdere rendimento: significa pagare l'imposta all'aliquota peggiore.
Cosa fanno la scadenza e l'oscillazione dei prezzi alla liquidità
Un titolo a reddito fisso con scadenza ha un prezzo che oscilla fino a quella data. Se Lei acquista un prefixado o un IPCA+ (un titolo a tasso fisso e uno indicizzato all'inflazione IPCA) e deve venderlo prima della scadenza, vende al prezzo del giorno: può essere sopra o sotto quanto si aspettava. Questo si chiama valutazione a mercato (marcação a mercado), ed è esattamente il meccanismo che trasforma un investimento «prudente» in un problema quando la cassa si stringe. Vale la pena conoscere anche le tutele e i loro limiti: i CDB (certificati di deposito bancari) e alcuni altri titoli godono della copertura del FGC (Fundo Garantidor de Créditos, il fondo brasiliano di garanzia dei depositi), che vale per i titolari di CNPJ ed è limitata a R$ 250.000 per istituzione, con un tetto complessivo di R$ 1 milione ogni quattro anni per titolare. Un'impresa con liquidità rilevante supera rapidamente questo limite. Da lì la conversazione riguarda il rischio dell'emittente e la diversificazione, non la garanzia.
La tesoreria dell'impresa non è un investimento personale
Sono obiettivi diversi. La cassa della PJ esiste per sostenere l'attività e non può restare ostaggio delle oscillazioni; porta già con sé il rischio del business. Il patrimonio personale del titolare ha un altro orizzonte, un'altra tolleranza e un altro titolare giuridico. Mescolare i due crea tre effetti indesiderati: decisioni di investimento contaminate da esigenze operative, denaro della famiglia esposto al rischio dell'impresa e un disordine contabile che nessuno vuole spiegare dopo. Anche la tassazione segue regole proprie nella PJ e varia a seconda del regime (Simples, Presumido o Real, i tre regimi fiscali brasiliani per le imprese), quindi questa parte si decide insieme al Suo commercialista (contador), non per stima. La strutturazione parte dal tracciare la linea: che cos'è cassa operativa, che cos'è riserva strategica dell'impresa e che cos'è già patrimonio personale distribuito.